I girasoli
In un caldo meriggio d’estate, un sole
accecante mi abbaglia e gli alberi
sono quasi privi d’ombra. Tocco la
terra e riscopro l’emozioni e gli odori
di quand’ero fanciullo. Rivedevo quei
campi bruciati dal sole, risentivo il
suono delle cicale, le voci dei contadini
e il silenzio delle cucine odorose.
Vedevo svettare, alti e luminosi
i girasoli dai grandi petali gialli,
gravidi di semi; I carri trainati dai
cavalli che, con lieve cigolio,
trasportavano lentamente, ma senza
sosta,i girasoli recisi dalle lame affilate.
Oh! Che gioia ritrovare la quiete
infinita della vita di campagna e
sentire giungere dalla cascina
la musica dell’ antico frantoio,
mentre le grandi macine di pietra
continuavano a girare e girare con
forza, per donarci l’olio del sole.
Gianfranco Gozio
Estate 2007
CORIANDOLI IN CITTA’
Percorro a piedi le vie del centro
e camminando vedo, immobili
sull’asfalto, un’infinità di coriandoli.
Pochi istanti e improvvisa arriva una folata di
vento. I coriandoli prendono vita, più colore e
corrono l’uno accanto all’altro con frenesia.
Sembran come impazziti, l’uno
supera l’altro e corrono, corrono
tutti verso la piazza.
Oh! Piccoli dischi di carta colorata
che rendete fugacemente felice me e
un bimbo che a mani aperte vi rincorre.
Poi di colpo cessa il vento. I coriandoli
ricadono uno a uno sul nero asfalto.
La gente, passando, li calpesta.
Sfavillio di un momento gioioso. Come
nell’inquieto gioco della vita tu vedi
la felicità volare, brillare, passare.
Gianfranco Gozio
Febbraio 1999

